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Il C.U.S. Pisa raccontato dalle Vecchie Glorie

a cura di Stefano Gianfaldoni

PALLACANESTRO

La pallacanestro guadagnò la grande ribalta cittadina, almeno in ambito universitario, negli anni trenta quando le rappresentative studentesche cominciarono a scontrarsi con quelle delle altre Università italiane. Si formò, infatti, un primo gruppo di studenti appassionati fra le cui fila gli annali annoverano anche un giovanissimo Carlo Azeglio Ciampi, futuro Prezidente della Repubblica che proprio in quegli anni militò nella squadra dell'Ateneo pisano.

Con uno sguardo di insieme al panorama cestistico pisano del novecento, alcuni atleti si sono particolarmente distinti e fuori da ogni dubbio, più di ogni altro, Sauro Bufalini rappresenta il massimo rappresentante ed il miglior "prodotto" della Pallacanestro cittadina, eletto nel miglior quintetto dei Campionati Europei del '68 a Tampere come miglior rimbalzista, pivot della Ignis Varese degli anni sessanta con la quale si affermò più volte campione d'Italia, vincendo la Coppa delle Coppe e la Coppa Intercontinentale nonché colonna portante della Nazionale (collezionando 116 presenze) che partecipò ai Giochi Olimpici di Tokio del 1964, di Città del Messico del 1968 ma anche a tre campionati europei oltre a due Giochi del Mediterraneo ed ai Campionati Mondiali FIBA che si svolsero nel 1967 in Uruguay, nella squadra in cui militavano, fra gli altri, anche Gianfranco "Dado" Lombardi e Carlo Recalcati, attuale Commissario Tecnico della Nazionale.

Un curriculum straordinario, quello di un giocatore che si caratterizzava per la grinta, il cuore e la determinazione, famoso per i "blocchi" granitici di cui usufruiva ben volentieri il compagno di nazionale "Dado" Lombardi ma anche esempio e punto di riferimento per campioni più giovani come Dino Meneghin, che a distanza di tempo ricorda ancora la forza, la passione, l'intelligenza e la scaltrezza di gioco di Bufalini, di cui è rimasto amico per riconoscenza del sostegno prestato agli inizi della propria sfolgorante carriera.

Un tuffo in una pallacanestro "mitica" e in una strepitosa carriera cestistica che ha preso gli inizi agli inizi degli anni '50 dopo che un amico ed in seguito suo primo allenatore, Antonio Emilio Duranti detto il Moro, lo trascinò per le prime volte a giocare nel campetto all'aperto del CUS Pisa che si trovava nei pressi di Piazza dei Cavalieri, dietro la Scuola Normale Superiore.

Nonostante il tempo trascorso, i primi ricordi, di quando ancora ragazzino cominciò a far rimbalzare la palla a spicchi (riproposti anche in una interessante biografia "Palle, onori e pallonari", Ed. CLD 2004), risultano ancora ben impressi: la pallacanestro a Pisa era stata portata avanti fino a quel momento da Eolo Guerra, vero fondatore del basket in città, nonché da un manipolo di giovani appassionati (il Moro, Palla, Benussi, Caterini, Nicolosi, Biondi ed altri). Ricorda ad esempio Bufalini che nel campo del CUS nei pressi di Piazza dei Cavalieri, accanto alla palestra dove "regnava " la lotta con il dott. Scarselli, non vi era un vero e proprio spogliatoio, quanto piuttosto una stanza ad esso adibita con qualche doccia che ogni tanto erogava acqua calda. Così anche l'asfalto granuloso, il gran freddo per la mancanza della copertura del campo, le buche sparse all'interno del rettangolo di gioco (fu il padre di Bufalini che, percependo le difficoltà dei ragazzi, anticipò i soldi per coprire il vecchio campo, attrezzandolo di parquet ed installando docce con acqua calda), ma anche le canottiere di lana e, soprattutto, l'albero di fichi che pendeva sul campo, i cui frutti costituivano un indiretto premio per i giocatori, rappresentano delle curiose istantanee di una pallacanestro pionieristica, di altri tempi, che può stridere con la realtà cui siamo abituati oggi. Disagi forse oggi difficilmente sostenibili, ma colmati allora da una passione e da uno spirito di sacrificio indiscussi.

La squadra senior del CUS Pisa partecipava in quegli anni al campionato di serie B ed era composta da giovani universitari volenterosi che attendevano con trepidazione i Campionati nazionali per giocare con altre importanti realtà ed affrontare i giocatori migliori.

Erano, infatti, gli anni del dopoguerra e proprio in quel periodo giungevano anche a Pisa gli echi delle grandi squadre di eccellenza del periodo (come la Simmenthal, la Virtus, la Ignis, la Reyer, la Stella Azzurra) e nell'ambiente universitario la pallacanestro aveva riscosso molti consensi ed avevano iniziato a tenersi i primi campionati Campionati Nazionali Universitari cui partecipavano buoni giocatori.

Nel 1955 si tenne eccezionalmente un torneo quadrangolare in notturna cui parteciparono la Borletti Milano in quel periodo vi militavano Gamba, Romanutti, Rubini e Riminucci), la Virtus Bologna di coach Tracuzzi, la Stella Azzurra Roma di Costanzo e Ferrero ed infine una selezione toscana che attingeva al "Vela Viareggio" e ad alcuni ragazzi pisani.

In siffatto contesto, nonostante la differenza di età, "il Moro" intuì le potenzialità di Bufalini e lo aggregò alla prima squadra del CUS Pisa dove ebbe occasione di crescere come atleta e come uomo. Nel 1957 i gironi preliminari di selezione ai Campionati Nazionali Universitari si tennero proprio nell'impianto sportivo CUS di Piazza dei Cavalieri contro il CUS Firenze di Rivola ed il CUS Genova di Ferrero.

In seguito partecipò, con altri ragazzi, ai corsi P.O. (Probabili Olimpici) che si tennero a Fermo alla ricerca di nuovi talenti ed al rientro a Pisa, viste le incoraggianti valutazioni ed il livello cestistico pisano, Bufalini fu costretto a lasciare suo malgrado il sodalizio pisano (1958) per trasferirsi alla Libertas Livorno dove conquistò in breve la massima serie ed una maglia in Nazionale. Venne dunque convocato, non ancora ventenne, ad una tournee nel Mediterraneo con la nazionale giovanile, in quella compagine che ben presto maturò nella mitica selezione seniores degli anni sessanta e partecipò alle Olimpiadi di Roma 1960, dove raggiunse la consacrazione sportiva. Nel 1961 poi si trasferì alla Ignis Varese, dominatrice assoluta in quegli anni del basket nazionale.

Nonostante il trasferimento del giovane più promettente del vivaio, al CUS Pisa l'attività cestistica continuò, seppure in una dimensione distante dalle luci della ribalta anche della vicina Livorno, grazie soprattutto ai sacrifici di molti appassionati che da allora si sono susseguiti fra innumerevoli difficoltà ed oggi, più di prima, operano per progettare una pallacanestro cittadina di più ampio respiro, più competitiva e, soprattutto, al di sopra degli interessi sparuti e minoritari di pochi.

Negli anni la figura di Sauro Bufalini ha spinto tanti giovani studenti pisani ad avvicinarsi alla pallacanestro, uno fra tutti il compianto De Risi che militò anche nella Mens Sana Siena.

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