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Il C.U.S. Pisa raccontato dalle Vecchie Glorie

a cura di Stefano Gianfaldoni

LOTTA STILE LIBERO

La Lotta, forse più di altri sport, è caratterizzata dal difficile equilibrio fra la componente meramente fisica e muscolare e l'utilizzo della cosiddetta tettoia (come ama dire ancora oggi il noto medico pisano Sergio Scarselli, già atleta e allenatore del CUS Pisa, campione italiano nonché a lungo Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di Lotta Stile libero e più volte Responsabile tecnico di squadre olimpiche e mondiali), vale a dire dell'intelligenza e dell'astuzia tattica.

Uno sport che ha visto susseguirsi negli anni, soprattutto nella dimensione del CUS Pisa, diversi personaggi di notevole spessore umano, ancora prima che sportivo, cresciuti per lo più all'interno di una vera e propria Scuola che ha reso il sodalizio cussino pisano la maggiore società cittadina ed una delle più titolate in Italia, con oltre cinquanta titoli conseguiti durante il periodo in cui Scarselli fu al timone della sezione del CUS Pisa.

La lotta al CUS Pisa trovò spazio, dunque, nell'immediato dopoguerra, dopo che negli anni trenta Fabio Del Genovese aveva importato in Italia tale disciplina. Conclusa, infatti, la triste parentesi bellica, in conseguenza delle pressanti richieste dello stesso Scarselli sul Presidente di allora, Primavori, l'attività sportiva ebbe inizio presso la vecchia palestra situata nei pressi di Piazza dei Cavalieri (che oggi ha lasciato spazio al più moderno ed ampio Polo didattico "Carmignani"), nella quale sono passate generazioni di giovani e promettenti atleti che hanno cercato - e spesso vi sono riusciti nel migliore dei modi - di combinare lo sport agonistico con gli impegni lavorativi e di studio.

Una palestra che ha plasmato giovani allievi, luogo di crescita di sostegno e di educazione all'alacre impegno e alla disciplina sia nella vita sportiva, sul tappeto, che nella vita civile, nel senso più cristallino della funzione di uno sport.

Su tale premessa, ancora più importanti non possono che risultare, pertanto, gli innumerevoli risultati e successi ottenuti negli anni ed i campioni che hanno militato nelle fila del CUS Pisa.

Oltre al già nominato Sergio Scarselli, uomo di grande carisma e di vasta cultura, Cavaliere della Repubblica per meriti sportivi e stella d'oro del CONI, che ha allenato per circa vent'anni la squadra di lotta stile libero del CUS Pisa, conferendo all'intero movimento un imprinting assolutamente personale e vincente, occorre menzionare Roberto Piaggesi, signore assoluto della propria categoria agli inizi degli anni sessanta quando fu capace in tre anni consecutivi di ottenere 2 titoli di campione italiano assoluto (1962 – 1963) ed un secondo posto (1964), partecipando ai Campionati del mondo di Sofia del 1963.

In quegli anni anche un altro atleta cominciò ad ottenere i primi importanti successi, Sergio Carlesi, personaggio molto apprezzato in città ed ancora oggi compianto dagli amici, animato da grande passione e convincimento, dotato di indubbie capacità personali ancora prima che fisiche e tecniche, che divenne cinque volte campione italiano assoluto (1963, 1970, 1971, 1972 e 1973) e conseguì innumerevoli ulteriori risultati internazionali. Un atleta, un personaggio dello sport che, come ha detto di recente il suo maestro Scarselli "... aveva raggiunto una forma di sublimazione dello sport che gli concedeva di sentirsi realizzato nella vita". Il massimo risultato nella vita di un atleta. Proprio nel 1963, insieme a Piaggesi, lo stesso Carlesi fu protagonista della straordinaria annata quando il CUS Pisa, pur schierando due soli atleti, vinse i titoli italiani assoluti nelle categorie piuma (Piaggesi) e massimi (Carlesi).

In seguito, divenuto allenatore del CUS Pisa sostituendo il suo maestro Scarselli, Sergio Carlesi ebbe l'occasione di "crescere" numerosi atleti, in un'ottica di continuità con il passato, con l'imperativo di educare i ragazzi prima come uomini e poi come atleti.

Nella seconda metà degli anni settanta altri campioni vennero alla ribalta nelle fila cussine: così, oltre a Mario D'Arata, Marco Bardelli, Luca Ricoveri, Paolo Vestri ed altri, venne alla ribalta Fiorenzo Meucci il quale, dopo un inizio di carriera come judoka, fu trascinato nel 1976 da Carlesi alla lotta nella convinzione che "in quattro anni avrebbe vinto gli assoluti italiani". Così non fu, visto che dopo soli due anni (1978), grazie all'impegno profuso nei duri allenamenti e alla guida del proprio allenatore, nel periodo in cui gareggiò per il CUS Pisa (1976 – 1983) Meucci vinse con il sodalizio pisano il primo titolo tricolore dei tre conquistati con il CUS Pisa (gli altri nel 1979 e nel 1981), classificandosi, altresì, al primo posto nella selezione preolimpica per i Giochi Olimpici di Mosca 1980 tenutasi a Livorno nel 1979 e partecipando, con significativi piazzamenti, ai Giochi del Mediterraneo di Spalato 1979, ai Campionati Mondiali Assoluti di Skopje del 1981 ed ai Giochi del M.E.C. del 1979, svolti a Manchester. Ma anche Mario Cerrai, amico fraterno di Carlesi e accomunato con quest'ultimo e Meucci dalla passione per il Gioco del Ponte, la nota manifestazione storica cittadina che si svolge ogni anno l'ultima domenica di Giugno, il quale, dopo che nel 1978 chiusero la palestra dei Vigili del Fuoco, si trasferì al CUS Pisa. Presso il sodalizio cussino pisano Cerrai ebbe occasione di partecipare alla Coppa Italia e vincere nel 1980 i campionati italiani assoluti e di società, interrompendo l'egemonia dello stesso Meucci, prima di avviare la propria carriera di allenatore e poi di dirigente del CUS Pisa e del CONI regionale

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