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Il C.U.S. Pisa raccontato dalle Vecchie Glorie

a cura di Stefano Gianfaldoni

HOCKEY SU PRATO

L'Hockey a Pisa trovò spazio già negli anni trenta e l'attività s'interruppe solamente durante la parentesi bellica per riprendere successivamente nel 1947 quando si tennero i primi Campionati Nazionali Universitari dopo la guerra.

Protagonista indiscusso del panorama dell'Hockey su Prato non solo cittadino degli anni cinquanta, dopo un promettente inizio come calciatore nelle fila del Pisa Sporting Club, è stato Luigi "Luli" Piacentini che si distinse subito per la velocità, per i riflessi fuori dal comune, l'inclinazione a segnare e per una naturale predisposizione all'Hockey che in un solo anno (dal 1950 al 1951) lo vide porsi in evidenza, guadagnando un posto fisso nella nazionale in tutte le partite che furono disputate dal 1951 al 1959, un vero record.

Fino ad allora l'Hockey del CUS Pisa militava nella massima serie grazie alle prestazioni di Ferri, Baschieri, Torsoli, Melandri, Fantoni e grazie all'innesto di alcuni promettenti giovani (Quilici, Cecchi, Dalli, Tozzini oltre allo stesso Piacentini) che con il passare del tempo sostituirono i compagni più anziani, con un fisiologico avvicendamento. Erano gli anni in cui si giocava ad Hockey nel campo nei pressi dell'industria Saint Gobain a Porta a Mare, al Campo Abetone e, visto che la squadra di calcio del Pisa Sporting Club militava in categoria inferiore, anche all'Arena Garibaldi.

La compagine cussina vinse, infatti, nel 1950 i Campionati Nazionali Universitari che si svolsero a Roma e l'anno successivo, quando si svolsero a Merano, fu un anno trionfale per il C.U.S. Pisa: in quell'anno, sebbene fosse stato stabilito dalla dirigenza di allora (il Presidente Primavori, il Vice Presidente Piero Puntoni e Gigi Nannotti) che l'Hockey non dovesse partecipare al campionato, accadde, tuttavia, che le rappresentative pisane della pallacanestro, della lotta e della scherma ben figurassero e che la semplice partecipazione di un'altra compagine avrebbe consentito al CUS Pisa di gareggiare per i primi quattro posti in Italia. Così in due giorni fu allestita una squadra (Consani, Cecchi, Rigobon, Bernardi, Mossa, Dalli, Salza, Cambini, Quilici, Piacentini, Corti) che in brevissimo tempo raggiunse la località atesina e, al di sopra di ogni più rosea aspettativa, le prime quattro partite furono vinte con il punteggio di 1 a 0 grazie alle reti segnate da Piacentini.

Giunti poi all'ultima partita contro il CUS Pavia, in pieno recupero e sul risultato di 1 a 0 per i pisani, con il titolo ormai in tasca, la squadra avversaria segnò la rete del pareggio cosicché il CUS Genova vinse il titolo per una migliore differenza reti. Ma gli emozionanti ricordi non sono finiti: tornati in albergo, Piacentini e compagni furono contattati da uno dei due arbitri (quello addetto al cronometro) il quale, ammettendo alcune irregolarità sul minutaggio della partita, invitò la compagine pisana a proporre reclamo, che fu prontamente accolto. Fu stabilito dunque di ripetere la partita, ma il CUS Pavia non si presentò e la squadra pisana vinse il titolo nazionale ed il CUS Pisa vinse il titolo assoluto dei Campionati Nazionali Universitari di quell'anno.

Nonostante la squadra fosse composta da 6 pisani e da 5 livornesi, non vi fu mai alcun accenno alla atavica rivalità fra le città: al contrario, i livornesi del C.U.S. Pisa, nonostante le difficoltà dei continui spostamenti, contribuirono in maniera determinante al conseguimento dei risultati.

Al ritorno da Merano, Piacentini fu convocato in Nazionale e, oltre a vincere i C.N.U. nel 1952 contro il Cagliari di Tonino Onnis, nello stesso anno partecipò alle Olimpiadi di Helsinki, nel 1955 fu convocato per i Giochi del Mediterraneo che si svolsero a Barcellona e l'anno successivo, con notevole rammarico, la selezione italiana di Hockey su Prato non gareggiò alle Olimpiadi di Melbourne per la grande distanza ed il correlato sostanzioso impegno economico occorrente.

A distanza di qualche anno, nel 1959, Piacentini fu convocato come P.O. (Probabile Olimpico) in vista dei Giochi che si sarebbero tenuti l'anno successivo a Roma, ma fu costretto – appena sposato - a rinunciarvi per un programma di allenamenti rivelatosi particolarmente impegnativo, avviando così al termine la propria carriera agonistica, comunque densa di grandi soddisfazioni sportive. Sono ricordi ancora vivi le partite giocate con la nazionale contro i "maestri" indiani e pachistani, così come gli avvincenti incontri contro il CUS Genova e l'Amsicora Cagliari, nonché gli intesi allenamenti negli otto anni in cui venne convocato in nazionale con i famosi Gennaro, Scherbarth e Norris.

Grazie anche all'apporto di Piacentini, la realtà cussina pisana si caratterizzò in quegli anni perché composta esclusivamente da studenti universitari che riuscirono a mantenere senza grandi difficoltà i piani alti della massima serie, unendo nel migliore dei modi lo studio all'attività sportiva.

Divenuto responsabile della sezione Hockey, Piacentini nel 1955 subentrò a Primavori nella Presidenza del C.U.S. Pisa, curando in prima persona l'organizzazione dei primi Campionati Nazionali Universitari che si svolsero nel 1958 in città.

Qualche anno dopo, la realtà cussina dell'hockey si rivelò ancora viva e dinamica, seppure con nuovi protagonisti.

Èil caso di Mario Messerini, da anni consigliere del C.U.S. Pisa, che ricorda ancora con un sorriso l'entusiasmo ed il divertimento dei primi anni sessanta, quando cominciò la propria carriera agonistica proprio nel C.U.S Pisa che allora militava ancora nella massima serie.

Anch'egli ebbe occasione di coniugare al meglio il divertimento, l'agonismo con l'amicizia e lo spirito di aggregazione che culminavano nelle lunghe trasferte in treno qua e là per l'Italia, cantando a squarciagola gli inni universitari e saldando rapporti di amicizia con i compagni di squadra ancora oggi fortemente sentiti. Un'attività sportiva che anche allora permeava un forte agonismo e spirito di competizione in uno sport dilettantistico da sempre caratterizzato dalle poche risorse economiche a disposizione.

Le diverse esperienze trascorse in quegli anni hanno poi spontanemante indotto Messerini a contribuire in una veste dirigenziale allo sviluppo della sezione e dell'intera polisportiva, tramandando nel migliore dei modi l'entusiasmo per lo sport e l'agonismo anche ai propri figli, il compianto Stefano, Giulio e Pietro, questi ultimi ancora oggi alacremente impegnati ad educare ed insegnare l'arte dell'Hockey ai più piccoli con notevoli risultati sportivi e fiduciosi margini per il futuro.

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